Fiamma Drakon (fiamma_drakon) wrote,
Fiamma Drakon
fiamma_drakon

Divertirsi in acqua

Titolo: Divertirsi in acqua
Rating: Rosso
Genere: Erotico, Generale
Personaggi: Dante, Nero
Wordcount: 3449 (fiumidiparole)
Prompt: 352. Mezza estate @ 500themes_ita
Note: Age difference, Double Penetration, Frottage, Lemon, Linguaggio, Sex toys, Yaoi
«Non oseresti farlo qui in pubblico...!» asserì facendo mezzo passo indietro, illudendosi che così facendo fosse in grado di impedire a Dante di fare quel che voleva col suo vibratore.
«Cosa sarebbe questa? Una sfida?».
Il più grande sollevò il mento con aria arrogante ed il suo sorriso si allargò.


«Non è possibile rimanere qui con... questo caldo!». 
Dante stava già sudando copiosamente ed era appena arrivato alla spiaggia. Aveva messo solo una canotta rossa e gli aderenti bermuda che avrebbe tenuto per tutto il tempo che sarebbero rimasti lì; eppure non era servito a niente. Le temperature incredibilmente alte di quei giorni non gli permettevano di fare niente senza sudare. 
«Non senti la brezza marina, Dante?» gli chiese Nero senza nascondere un certo entusiasmo mentre inspirava a fondo e chiudeva gli occhi. 
Era in piedi accanto al più grande e teneva una grossa borsa frigo in una mano. Indossava solamente un paio di pantaloni azzurri che gli arrivavano sino al ginocchio e che gli stavano leggermente larghi sui fianchi, motivo per il quale si riusciva ad intravedere l'elastico blu cobalto del costume che portava al di sotto. Il Devil Bringer era stato opportunamente nascosto da una fasciatura che gli arrivava fino alla spalla e che il ragazzo sperava riuscisse a sopravvivere nell'acqua di mare. 
«No, affatto» replicò bruscamente Dante, scoccandogli un'occhiataccia. 
Nero sospirò e curvò le spalle, come schiacciato dall'atteggiamento cupo del suo compagno. 
«Vorrei ricordarti che ho messo un fottuto vibratore nel culo per convincerti a venire qui...» gli sibilò nell'orecchio, sporgendosi sulla sua spalla in modo tale che solo lui udisse ciò che aveva da dire «Il minimo che puoi fare è smetterla di rompere il cazzo». 
Il suo partner non era mai stato fine nel modo di esprimersi, però riusciva sempre a farsi capire alla perfezione. 
«E io vorrei farti notare che ancora non l'ho acceso» ribatté a mezza voce Dante, distanziandosi leggermente dal suo interlocutore: quella vicinanza bollente lo faceva sudare ancora di più - e nelle sue attuali condizioni era una cosa che preferiva di gran lunga evitare. 
Un mezzo sorriso tipico di chi stava pensando a cose poco caste gli si dipinse in viso e il più giovane non riuscì a non arrossire dinanzi ad esso e a non distogliere lo sguardo. 
«Che hai da guardare in quel modo, adesso?» chiese Nero con voce esitante. Non gli piaceva essere osservato come se fosse un giocattolino erotico in pubblico. 
«Niente di particolare...» Dante scrollò le spalle con aria di sufficienza «Stavo solo immaginando che reazione avresti se io accendessi il vibratore in questo momento...» aggiunse con nonchalance. 
L'espressione sul viso del ragazzo si fece ancor più imbarazzata e furiosa al tempo stesso. 
«Non oseresti farlo qui in pubblico...!» asserì facendo mezzo passo indietro, illudendosi che così facendo fosse in grado di impedire a Dante di fare quel che voleva col suo vibratore. 
«Cosa sarebbe questa? Una sfida?». 
Il più grande sollevò il mento con aria arrogante ed il suo sorriso si allargò. 
Nero sapeva bene cosa volesse dire quell'espressione e non aveva intenzione di andarsene in giro per la spiaggia con un'erezione difficile da ignorare. 
«No, affatto...!» si affrettò a replicare «Forza, andiamo prima che la spiaggia si riempia!». 
Ciò detto si mise in marcia sulla sabbia. 
Il suo compagno lo fissò per qualche istante mentre si allontanava: camminava normalmente, come se non avesse niente di strano. Rendeva molto più eccitante quel che stava facendo. 
L'idea che in quel preciso momento ci fosse un sacco di gente intorno a loro che potesse accorgersi di quel che avrebbe potuto fare a Nero lo elettrizzava. 
Si passò la lingua sul labbro inferiore e si incamminò dietro alla sua metà trasportando l'ombrellone ed una grossa borsa. 
Molti occhi si incollarono al suo corpo mentre passeggiava sulla sabbia ma lui ignorò ogni donna che si ostinava a scrutarlo nella speranza di essere notata, puntando la sua attenzione solo al suo fidanzatino, che intanto aveva trovato un punto ancora relativamente vuoto. 
Dante lo raggiunse rapidamente ed insieme sistemarono un paio di teli uno vicino all'altro; dopodiché il maggiore piazzò un grosso ombrellone rosso in mezzo ad essi, in maniera che coprisse la maggior parte dell'area delimitata dai teli. 
Ai piedi dell'ombrellone sistemarono le borse e Dante, dopo essersi spogliato alla velocità della luce, prese posizione sdraiandosi supino nel cerchio d'ombra. 
Nero si tolse i pantaloni e li ripose; dopodiché sedette dall'altro lato del palo e si mise a fissare il mare poco distante per poi passare ad osservare i dintorni più prossimi. Il vibratore non gli dava affatto fastidio: ormai si era abituato a quella ingombrante presenza nel suo fondoschiena grazie a tutte le volte che Dante gli aveva chiesto o l'aveva costretto a metterlo prima di uscire per andare in qualche luogo pubblico. 
Ciononostante non riusciva ancora a fingere che non ci fosse niente di anomalo quando si eccitava. Era più forte di lui, non riusciva a non imbarazzarsi. 
In spiaggia c'erano un sacco di ragazzi e ragazze, talmente chiassosi da fargli prudere le mani; tuttavia, era felice di constatare che le famiglie e i mocciosi erano pochissimi e lontani dal punto dove si erano sistemati. 
Ciò dava loro un po' più di intimità. 
Nero tornò a studiare il suo partner, trovandolo appisolato in maniera stranamente silenziosa sul telo. Teneva le mani intrecciate sulla pancia e il viso girato di lato e rivolto verso di lui, la bocca leggermente aperta per far uscire un refolo di respiro. 
Il ragazzo inclinò appena la testa di lato, arrossendo leggermente mentre constatava che il suo compagno era davvero tenero così. 
Si chinò verso di lui istintivamente e gli posò un bacio sulla guancia irta di rada peluria chiara quanto i suoi capelli bianchi. 
Dante si mosse appena ma non accennò minimamente a svegliarsi. 
Nero stava iniziando ad avere troppo caldo per continuare a stare lì senza far niente. 
Al secondo tentativo non posò un bacio sul viso del più grande, bensì un bel morso sul suo collo. 
Dante stavolta non rimase immobile: si levò a sedere di scatto lanciando un grugnito di dolore e sorpresa. Il movimento fece sì che Nero affondasse i denti ulteriormente nella sua carne, facendogli più male. 
«Vuoi davvero che accenda il vibratore?» ringhiò a denti stretti, spingendo via il suo partner. 
Il ragazzo emise un verso stizzito e si alzò in piedi. 
«Io mi sto annoiando! Non sono venuto qui per stare a guardarti russare e poltrire in spiaggia, avrei potuto farlo anche a casa!» se ne uscì senza più un briciolo di pazienza. 
Il maggiore assunse un cipiglio leggermente imbarazzato ma non disse altro. Fu il suo partner a ricominciare a parlare per primo: «Adesso andiamo a fare il bagno!». 
Lo prese per un braccio e lo costrinse a mettersi in piedi a sua volta. Dante non poté opporsi più di tanto dato che lo stava tirando con il Devil Bringer e che, se avesse mosso resistenza appellandosi a tutte le sue vere forze, Nero probabilmente non avrebbe esitato a lanciarlo verso il mare. 
L'ultima cosa di cui aveva bisogno in quel momento era di attirare l'attenzione di tutti i presenti su di loro. 
«D'accordo, va bene!» acconsentì con uno sbuffo «Ti accompagno a fare il bagno!». 
Nero sorrise trionfante e, trattenendolo ancora per il polso, si diresse per primo verso la riva. 
Dante riuscì a malapena a tirar fuori dalla piccola tasca del costume il telecomando del vibratore, accenderlo e lasciarlo cadere sul suo telo prima che il suo compagno lo strattonasse. 
Sentire il vibratore partire a velocità piuttosto sostenuta all'improvviso lo fece sobbalzare e bloccare per un attimo, tanto che Dante andò a sbattere contro la sua schiena. 
Nero strinse la presa attorno al suo polso con più energia, mordendosi il labbro inferiore per non imprecare e gemere allo stesso tempo. Gli sarebbe piaciuto rimanere lì e agitarsi contro il corpo così vicino ed improvvisamente intrigante del suo fidanzato mentre il suo pene si inturgidiva e sollevava. Purtroppo però non poteva farlo. 
Lottando contro i suoi risvegliati istinti sessuali riprese a camminare e ben presto si ritrovò a correre diretto alla riva. 
«Ehi, piano!» protestò l'altro, confuso dalla sua fretta «Il mare mica scappa!». 
Nero non lo degnò neppure di una risposta, troppo impegnato a cercare di non abbandonarsi a dimostrazioni oscene in pubblico. Dante si sarebbe senz'altro divertito ma lui non avrebbe più avuto il coraggio di mostrare la faccia in alcun posto diverso dalla Devil May Cry. 
Entrò in acqua a precipizio, sollevando onde e spruzzando schizzi tutt'attorno a sé, Dante compreso. 
Quest'ultimo inspirò rumorosamente con la bocca facendo sibilare l'aria tra i denti e rabbrividì per l'incredibile escursione termica tra il gelo dell'acqua e la temperatura esterna altissima. 
Il fondo del mare era ricoperto di sabbia soffice e chiara e scendeva per diversi metri piuttosto rapidamente, tanto che ben presto entrambi si ritrovarono con appena le spalle e i pettorali esposti direttamente ai raggi solari e i piedi saldamente piantati sulla sabbia. Da lì in poi il fondale rimaneva pianeggiante fino a molte decine di metri a largo. 
I bagnanti erano quasi tutti concentrati sulla riva o poco oltre, dove l'acqua al massimo arrivava alle ginocchia: tutti andavano in spiaggia essenzialmente per rilassarsi e scacciare l'incubo della calura estiva per almeno mezza giornata. Nessuno aveva voglia di andare a fare una lunga e stancante nuotata quando poteva tranquillamente sedersi sul bagnasciuga e godersi il pacifico arrivare e retrocedere delle onde e il costante ricambio d'acqua fresca. 
Dante e Nero, là dove si trovavano al momento, erano ben lontani dall'essere l'oggetto delle attenzioni di chiunque. Il ragazzo aveva appositamente trascinato il suo partner fin laggiù, immaginando che non ci sarebbe stato nessuno spettatore pronto a sputtanare a tutti ciò che lui aveva intenzione di fare. 
Erano assolutamente liberi, in un certo senso. 
Il più grande si era ormai abituato alla temperatura dell'acqua e - nonostante non fosse disposto ad ammetterlo neanche sotto tortura - ci stava davvero bene. 
Nero gli lasciò andare il polso e si girò a guardarlo come se stesse aspettando una qualche risposta ad una domanda che non aveva neppure formulato. Prima che il maggiore potesse chiedergli il perché del suo sguardo, l'altro gli balzò addosso allacciandogli le gambe e le braccia attorno ai fianchi e al collo, rispettivamente, e si aggrappò a lui con presa forte. 
«E-ehi! Cos...?!». 
Dante non poté neanche finire la frase che Nero incollò le labbra alle sue, baciandolo con ardore. Sembrava aver represso a lungo il desiderio di quel contatto mettendo a dura prova il suo autocontrollo. 
La sua lingua trovò agilmente la via per raggiungere quella del suo partner e Dante si lasciò sfuggire un lieve gemito nel percepire la punta del muscolo che gli solleticava la linea centrale del palato. 
Nero godeva da impazzire col vibratore acceso nel culo. Il fatto che fossero in acqua non costituiva un problema per il giocattolo, dato che al momento dell'acquisto Dante aveva tanto insistito per prenderlo "waterproof" che alla fine gliel'aveva data vinta - e inoltre dubitava che là dove si trovava potesse essere raggiunto anche solo da qualche gocciolina. 
Si strusciò contro l'ampio torace del suo partner e più nello specifico contro il suo bassoventre, sperando che non fosse talmente preso dal bacio da non rendersi conto dell'erezione che premeva su di lui. Per sua fortuna Dante in quel momento era abbastanza infervorato da percepire tutto un po' amplificato, incluso ciò che il suo fidanzato aveva tra le cosce. 
«Quel vibratore sta funzionando alla grande...» commentò con voce suadente, rimanendo con le labbra appoggiate sulle sue «Vuoi fare qualcosa in particolare...?». 
La domanda non era del tutto fuori luogo, anzi, Nero quasi sperava che glielo domandasse. 
«Scopiamo» sospirò contro la sua bocca, gli occhi socchiusi e l'espressione vogliosa mentre si fermava a premere il suo cazzo duro contro la sua erezione con particolare forza. 
A Dante non parve vero di sentirglielo chiedere in quel modo: trovava eccitante sentirgli esprimere apertamente il desiderio di fare sesso nonostante il luogo dove si trovavano. 
Nero era tipicamente un ragazzo piuttosto riservato cui non piaceva dare dimostrazioni di carattere romantico se non nell'intimità della Devil May Cry, dove non c'erano altri al di fuori di loro che potessero vedere o sentire. 
«Vuoi farlo qui in acqua?» gli sussurrò il più anziano, passando a baciare e mordicchiare il lato del suo collo, ben sapendo quanto quel punto fosse sensibile per lui. A conferma della cosa Nero reclinò all'indietro la testa e ansimò pesantemente. 
«Dovunque va bene...» sibilò il ragazzo, strofinando con improvvisa impazienza il bacino contro il suo «Voglio solo venire». 
Dante si leccò le labbra e i suoi occhi azzurri brillarono di malizia. 
«Lo sai bene quanto me che ciò non avverrà tanto in fretta...» lo avvisò a mezza voce, risalendo a mordicchiargli il lobo dell'orecchio «Ho voglia di divertirmi». 
Così dicendo abbassò una mano a stringergli una natica con vigore; dopodiché la portò tra di loro, affondandola nei suoi bermuda. Valicò con estrema facilità lo spesso e robusto elastico del costume e andò a stringere la presa attorno alla turgida erezione costretta a stare piegata verso il basso dal contatto stretto tra i loro corpi. 
Nero allentò un po' l'abbraccio per far sì che il suo partner potesse masturbarlo più agevolmente. 
Dante era talmente bravo con le mani che gli riusciva difficile rimanere fermo mentre lui lavorava. Gli veniva istintivo agitarsi per evitare di accumulare troppa tensione sessuale dentro - per non parlare dei mugolii tutt'altro che virili che gli era impossibile sopprimere. 
Il suo compagno si eccitava udendo i suoi gemiti di piacere, a dispetto della diceria secondo la quale l'acqua fredda era in grado di spegnere l'ardore sessuale di un uomo. 
«Spostati, ragazzo» gli disse, afferrandogli una caviglia con la mano libera. 
Nero lo lasciò fare mentre si liberava dalla stoica presa delle sue gambe e lo voltava in modo tale che a stare a contatto col suo pene duro non fosse la sua erezione bensì il culo. In tal maniera Dante poteva percepire la notevole velocità di vibrazione e al tempo stesso poteva masturbarlo in una posizione per lui più congeniale semplicemente facendogli passare la mano sul fianco; inoltre in quella posizione Dante dava la schiena alla spiaggia, pertanto copriva ogni imbarazzante dimostrazione di godimento del suo fidanzato. 
Quest'ultimo si portò la mano umana alla bocca e si morse un paio di dita nel tentativo piuttosto scarso di sopprimere i versi osceni che gli risalivano spontaneamente la gola, adesso molto più di prima: Dante riusciva a masturbarlo molto meglio così piuttosto che nella complicata posizione di poco prima e lui poteva inoltre contrarre e rilasciare le gambe come più voleva dato che l'altro lo tratteneva solo a livello dell'addome. 
Inarcò la schiena contro il petto del compagno, appoggiando la testa sulla sua spalla per avere un ulteriore supporto e non sbilanciarsi troppo. 
«V-vengo...! O-oh!» gemette cercando di non urlare benché gli venisse spontaneo farlo. 
«Non... così in fretta, ragazzo!». 
Dante tolse la mano dal suo costume, lasciandolo prima che potesse arrivare al momento che tanto desiderava. 
Un grugnito di completa disapprovazione fuoriuscì dalle labbra del minore mentre quest'ultimo gli affibbiava una poderosa gomitata nel fianco col Devil Bringer. 
Ringhiò un'imprecazione contro di lui e protese la mano all'indietro in cerca di quella del suo compagno più grande ma senza successo. 
«Dante!» lo richiamò cercando di divincolarsi. 
L'interpellato non rispose, limitandosi a stringere la presa con l'altra mano attorno al suo ventre, addossandosi sulla sua schiena e spingendolo a piegarsi un po' in avanti. 
«Io non ho ancora cominciato a divertirmi» gli comunicò mentre si accingeva a calargli i bermuda con l'unica mano libera a disposizione. 
Riuscì ad abbassarglieli fino alle ginocchia nonostante i continui tentativi di ribellarsi di Nero, ancora incazzato per essere stato abbandonato proprio ad un passo dall'orgasmo. 
Una volta fatto ciò gli intrufolò la mano dentro il culo senza alcuna esitazione, allungando le dita e dilatando la muscolatura contratta e rigida. 
«Che cazzo fai, idiota?!» proruppe Nero, raddrizzandosi di colpo, affibbiando una spallata sul naso del suo compagno, che tuttavia reagì solamente con un mugolio di dolore. 
«Sto cercando» rispose criptico quest'ultimo, infilando più a fondo la mano per vendicarsi del colpo a tradimento che gli era appena stato inflitto. 
Nero riprese ad agitarsi e lamentarsi, cercando di farsi mettere di nuovo in piedi ma Dante lo stringeva troppo forte perché i suoi nervosi tentativi risultassero efficaci. Gli doleva il sedere per quell'intrusione tutt'altro che proporzionata e non riusciva di conseguenza ad applicarsi pienamente nel cercare di riguadagnarsi la libertà. 
All'altro, per contro, la cosa piaceva molto: il corpo del suo fidanzatino era piacevolmente caldo, in netto contrasto con la temperatura dell'acqua. 
Finalmente Dante riuscì ad afferrare ciò che stava cercando e Nero percepì il vibratore che veniva estratto con un gesto brusco fino a bloccarsi per metà dentro e per metà fuori dal suo orifizio. 
«Toglilo o rimettilo dentro!» ammonì il ragazzo, mordendosi il labbro: sentire le vibrazioni del giocattolo all'ingresso del suo sfintere lo rendeva totalmente incapace di rimanere contratto - e di conseguenza impedire che il vibratore sgusciasse fuori. 
Dante si leccò le labbra. 
«Io ho un'idea migliore». 
Così dicendo afferrò la sua erezione e la estrasse dagli aderenti boxer che non lasciavano niente all'immaginazione e la guidò verso l'apertura del suo compagno. 
Quest'ultimo sentì il vibratore che veniva spostato lentamente e qualcosa di altrettanto grosso che veniva forzato ad entrare nel suo culo. 
«D-Dante cosa sta-ahio!». 
Nero scattò all'acuta fitta di dolore che gli attraversò i lombi nel momento in cui il suo partner cominciò a spingergli l'erezione dentro senza sfilare il vibratore - anzi, trattenendolo per poterlo penetrare con entrambi. 
«S-sei impazzito?! Esci subito, dannazione!» sbraitò mentre lo picchiava a gomitate. 
«Se ti agiti farà più male, sai?» fu tutto ciò che il più anziano gli rispose, ignorando completamente il suo assedio. 
Il ragazzo si placò e chiuse gli occhi, consapevole della ragionevolezza della puntualizzazione. Cercando di trattenere lamentele e mugolii di sofferenza, iniziò a respirare lentamente e a lasciare che il suo fondoschiena venisse sfondato senza opporre resistenza. 
Si spinse all'interno del suo corpo piano, lasciando all'altro il tempo di rilassarsi e per farlo procedere, fino a che il suo turgido pene non fu entrato per intero. 
A quel punto il più giovane mugolò qualcosa che a Dante parve molto un: «Adesso fammi venire». 
Le prime spinte strapparono gemiti soffocati a Nero, il quale tentò di accordarsi sin da subito con il ritmo imposto dal corpo del suo compagno per soffrire un po' meno. 
Il pene e il vibratore insieme gli causavano troppo dolore e piacere insieme perché potesse resistere a lungo: arrivò all'orgasmo quando Dante aveva appena iniziato a darci dentro, lanciando un roco sospiro di sollievo e flettendosi in avanti. 
Il suo partner vide lo sperma spandersi nell'acqua e sogghignò mentre gli baciava la pelle umida e salata. 
«Adesso sarai contento» commentò in tono compiaciuto. 
«Soddisfatto» lo corresse Nero ansimando appena, raddrizzando la schiena. 
«Bene, quindi ora sta a me». 
I colpi inferti col bacino divennero improvvisamente bruschi e rapidi. Il pene duro e ingombrante del suo fidanzato sfregava con energia contro la superficie mucosa interna e soprattutto contro l'ingresso del suo orifizio e il vibratore non lo aiutava affatto a migliorare la situazione - anzi, contribuiva ad allargarlo ulteriormente, causandogli ulteriore dolore. 
Ricominciò inevitabilmente a gemere ed il suo cazzo si tese di nuovo rapidamente. Stavolta però non era disposto a rimanere in attesa passiva di un secondo orgasmo. Si afferrò l'erezione col Devil Bringer e si masturbò a ritmo sostenuto mentre il suo compagno si avvicinava svelto all'apice del piacere. 
Dante venne spingendosi con un ultimo impeto nel corpo del suo ragazzo, eiaculando abbondantemente grazie anche al contatto col vibratore che faceva le veci della sua mano che continuava a stringere e lavorarsi il suo pene. 
Il liquido viscoso che gli riempì il fondoschiena servì da stimolo definitivo a Nero per farlo venire una seconda volta. 
Una volta che entrambi si furono svuotati, Dante rilassò la schiena e spense il vibratore, inserendolo di nuovo al suo posto. Contemporaneamente Nero si abbandonò come un peso morto sul suo petto, destabilizzando l'equilibrio della postura dell'altro. 
Quest'ultimo cadde all'indietro in acqua, sprofondando al di sotto della superficie sotto il peso di Nero, che per la sorpresa cominciò a sbracciarsi e agitarsi più del dovuto. 
Occorsero alcuni secondi perché si separassero e riaffiorassero in superficie distanziati da alcune decine di centimetri. 
Si scambiarono un'occhiata silenziosa lunga alcuni istanti prima di scoppiare a ridere rumorosamente. 
«Io opterei per il ritorno alla spiaggia» esclamò Dante. 
Ora che si era sfogato si sentiva un po' stanco. 
«Così puoi rimetterti a dormire? Neanche per sogno!» si oppose con forza Nero, cominciando a nuotare e spingendosi più a largo. 
«Guarda che ti lascio indietro!» asserì in tono divertito, allontanandosi rapidamente. 
Un sospiro fuoriuscì dalle labbra del più grande mentre si metteva in posizione. 
«Vedrai come ti riprendo subito, ragazzo!» annunciò ridendo, mettendosi al suo inseguimento. 
Tutto sommato quell'uscita non era stata poi così male, anche se forzata.
Tags: fandom: devil may cry, pairing: dante/nero, rating: nsfw
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