Fiamma Drakon (fiamma_drakon) wrote,
Fiamma Drakon
fiamma_drakon

Senza vie di mezzo

Titolo: Senza vie di mezzo
Rating: Giallo
Genere: Commedia, Slice of life
Personaggi: Paladino!Dante, Paladina!Trish
Wordcount: 1478 (fiumidiparole)
Prompt: 412. Compagno di vita @ 500themes_ita
Note: Age difference, Fantasy Life!AU, Shonen-ai
Il brontolio del suo stomaco vuoto si fece udire al di sopra del lieve crepitio delle fiamme.
«Devi avere proprio appetito...» esclamò Trish con un sorrisetto sarcastico mentre posava lo zaino e ne estraeva un sacchetto contenente del pane dall'aspetto fresco e delle sottili fette di carne avvolte in diversi strati di carta.
«Non dirlo con quel tono, è stato un viaggio lungo fin qui!» protestò Dante in tono offeso, raggiungendola e sedendosi presso uno dei posti liberi vicino a lei.


Trish e Dante erano stati mandati da Mustazio, capitano dei paladini di Castele, sulla cima di Picco Nevoso in cerca di un drago conosciuto col nome di Zannargentea.
L'idea di andare a caccia di pericolose ed enormi bestiacce era la parte di quel mestiere che più interessava ed eccitava Dante, anche se avrebbe preferito di gran lunga andarci da solo piuttosto che con Trish. La sfida sarebbe senz'altro stata più emozionante. 
I due paladini si erano messi subito in marcia, entrambi ansiosi di raggiungere la loro meta, arrivando allo chalet situato vicino alla cima del monte verso l'ora di pranzo. 
A quel punto avevano deciso di comune accordo di fermarsi per mangiare presso la casetta per poi riprendere il viaggio più in forze di prima. 
«Oh... che bel calduccio!» fu il primo commento che pronunciò Trish, varcando per prima la porta dello chalet. 
Fino a quel momento non si era accorta di quanto il freddo pungente le avesse intorpidito gli arti, avendo scalato la montagna in maniera molto graduata. L'escursione termica l'aveva percepita solo in minima parte. 
Dante entrò subito dietro di lei, avendo cura di chiudere per bene la porta. 
Avanzò nella stanza studiandola per qualche momento mentre la sua compagna di viaggio prendeva posto su una sedia vicino al caminetto acceso che illuminava e scaldava la stanza. 
Una scala laterale conduceva ad un soppalco delimitato alla vista da una ringhiera di legno. 
Il brontolio del suo stomaco vuoto si fece udire al di sopra del lieve crepitio delle fiamme. 
«Devi avere proprio appetito...» esclamò Trish con un sorrisetto sarcastico mentre posava lo zaino e ne estraeva un sacchetto contenente del pane dall'aspetto fresco e delle sottili fette di carne avvolte in diversi strati di carta. 
«Non dirlo con quel tono, è stato un viaggio lungo fin qui!» protestò Dante in tono offeso, raggiungendola e sedendosi presso uno dei posti liberi vicino a lei. 
Posò il suo bagaglio ai piedi della sedia e ne cavò fuori, uno dopo l'altro, diversi contenitori in plastica che posò in ordine sparso sul piano dinanzi a sé sotto lo sguardo allibito della sua compagna d'armi. 
«Ma quanto mangi?!» esclamò scettica una volta che ebbe estratto tutto quanto. 
Dante alzò lo sguardo dal suo pranzo, assumendo un'aria imbarazzata. 
«È colpa di Nero... da quando ha cominciato il mestiere di Cuoco continua a prepararmi un sacco di cibo da portarmi dietro!» esclamò a mo' di spiegazione. 
«Non eri tu che fino a qualche tempo fa ti lamentavi di dover spendere buona parte dello stipendio per comprare da mangiare?» fece notare la donna, aprendo con un solo abile fendente di pugnale la sua pagnotta «Adesso il problema è risolto». 
Dante aggrottò le sopracciglia ed aprì uno dei contenitori più grandi, rivolgendolo alla sua interlocutrice. 
«Oh, sì... è stato risolto anche troppo» replicò con acido sarcasmo. 
Trish spalancò gli occhi alla vista della quantità di cibo che era contenuta nella scatola. Sembrava quasi impossibile che potesse entrare tanta roba in un contenitore del genere. 
«E questi sono solo gli avanzi di ieri» specificò l'albino con aria seccata. 
Trish non rispose subito, concedendosi prima un morso del panino che aveva appena terminato di assemblare. 
«Ma non sei contento che il tuo fidanzatino ti cucini tutte queste cose? Di certo saranno più buone di quelle che comperavi prima...» chiese con innocenza. 
Dante estrasse un paio di posate dal suo bagaglio, cominciando a mangiare un po' dell'arrosto e delle uova che Nero gli aveva riposto assieme. Continuava ad essere tutto morbido e delizioso come appena cucinato. 
«All'inizio lo ero, e pure tanto!» rispose Dante a bocca piena, agitando in aria la forchetta «Ero convinto che ci avrei guadagnato solo risparmiando sui viveri...» proseguì voltando altrove lo sguardo in un cipiglio leggermente imbarazzato «... e non qualcos'altro...». 
Nel terminare l'affermazione la sua interlocutrice notò che la mano con cui non impugnava il coltello era andata spontaneamente a posarsi sul suo addome rivestito di metallo. 
Una risata sgorgò genuina dalla sua gola, attirando su di lei un'occhiataccia da parte dell'albino - che per sua fortuna aveva la bocca talmente piena da non poter formulare alcun commento. 
«Questo spiega perché hai dovuto chiedere un cambio d'armatura per ben due volte nelle ultime settimane!» asserì con l'aria di chi avesse appena scoperto qualcosa di esilarante. 
Dante incassò leggermente la testa tra le spalle, desiderando  ardentemente di sparire: era stato costretto a cambiare due volte armatura dalle circostanze. Aveva tentato di tenere la sua vecchia armatura da paladino il più a lungo possibile; tuttavia, quando ormai starci dentro era diventata una vera e propria sofferenza, aveva dovuto cambiare idea e prenderne una più grande - e poi una ancor più larga appena una settimana più tardi. 
«Quel ragazzo cucina troppo... e mi costringe ad assaggiare un po' di tutto quel che prepara!» asserì Dante per difendersi. 
«E assaggio dopo assaggio...» Trish strappò un altro boccone del suo panino «... ho messo su... qualche chilo... più o meno...» concluse l'uomo con voce lievemente incrinata: era la prima volta che ammetteva a voce alta di essere ingrassato. Fino ad allora era riuscito ad ammetterlo solo a se stesso. 
«Allora non basta che tu smetta di mangiare questa roba?» domandò la donna con aria perplessa, accennando con la mano ai contenitori che aveva sparsi davanti. 
Dante si leccò le labbra e richiuse il contenitore vuoto, passando ad un altro che invece conteneva solo cibi a base di pesce. 
Scosse pesantemente la testa, cacciando un sospiro mentre infilzava un rotolino di sushi. 
«Lui mi dà gli avanzi per pranzo o merenda quando vado fuori e io devo riportargli le scatole vuote, altrimenti si arrabbia...». 
La bionda rimase allibita da una risposta del genere: Dante non era per niente il tipo che si lasciava sottomettere facilmente né tantomeno che aveva paura dell'ira di qualcuno. 
Dal tono con cui aveva pronunciato quel "si arrabbia" sembrava temere delle gravi conseguenze, come se Nero potesse trasformarsi in una bestia abominevole affamata di carne umana. 
Trish lo conosceva di persona, essendo il partner sentimentale del suo partner di lavoro preferito, e nonostante l'atletica e muscolosa corporatura - aveva già lavorato come Falegname quindi aveva avuto modo di allenare specialmente le braccia - non le sembrava che potesse diventare particolarmente pericoloso per un tipo corpulento e avvezzo ai mestieri duri come Dante. 
«Perché sei tanto spaventato? Nero è solo un ragazzo...» constatò. 
Il suo interlocutore fissò la polpetta di riso avvolta in alghe che aveva appena infilzato, girandola e rigirandola sulla forchetta, senza l'apparente intenzione di ingurgitarla. 
«Perché quando si arrabbia è capace di tutto...» disse con voce greve. 
Ricordava ancora l'ultima volta che aveva fatto incazzare Nero come una bestia ed aveva dovuto passare un mese intero a masturbarsi sul divano perché il ragazzo l'aveva scacciato dal letto che dividevano e gli aveva vietato categoricamente di avvicinarsi al suo culo. 
Era stato il mese più brutto della sua vita e la prima scopata dopo quella lunga astinenza non se la sarebbe mai dimenticata: era durata un'intera notte, tanto che non c'era un solo centimetro del loro letto che non fosse ricoperto di sperma. 
«No, non posso riportare indietro il pranzo» ribadì Dante, per niente desideroso di ripetere quella terribile esperienza. Non voleva neanche parlarne con Trish, ben sapendo che un episodio del genere l'avrebbe fatto apparire ancor più sottomesso ai suoi occhi. 
Per sua fortuna lei non insistette oltre, sbocconcellando ancora il suo panino prima di cambiare - seppur in maniera relativa - l'argomento di conversazione: «Visto che mangi di più potresti provare a fare più esercizio fisico... anche con Nero». 
Dante aggrottò le sopracciglia e puntò la forchetta con un filetto di pesce rosato infilzato sopra verso di lei con aria minacciosa. 
«Faccio già abbastanza esercizio...!» obiettò prima di portarsi alla bocca il filetto «Non serve a niente farne altro!». 
«Oh, no certo! Allora hai sostituito l'armatura per puro sfizio...» lo sfotté Trish sogghignando beffarda. 
Dante emise un ringhio gutturale. 
«Come sei odiosa...» borbottò. 
«Forza, finirai il tuo pranzo più tardi! Andiamo a prendere questa Zannargentea prima che tu sia troppo pieno e sonnolento per farlo!» dichiarò Trish all'improvviso, alzandosi in piedi di scatto. 
Prima che Dante potesse dire o fare alcunché la donna gli tolse d'intorno il pranzo a partire dal contenitore aperto davanti a lui. 
«Ehi! Lasciami finire!» sbottò l'albino indignato. 
«Hai già mangiato abbastanza per ora, forza!» Trish lo prese per un braccio, tirandolo su «Alzati e andiamo a lavorare!». 
Dante si alzò, felice sotto sotto di potersi concedere un po' di attività fisica in mezzo a quel pasto eccessivo. 
«D'accordo, andiamo... però torniamo in fretta, mh? Non credo di farcela a finire tutto velocemente...» ammise un po' a disagio. 
«Allora approfitterò degli avanzi per far merenda con te, okay?» propose Trish. 
Non avrebbe mangiato molto, però avrebbe risparmiato a Dante di mangiare fino a scoppiare. 
L'albino annuì. 
«E allora andiamo!» esclamò, dirigendosi per primo verso la porta.
Tags: fandom: devil may cry, pairing: dante/nero, rating: safe
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